Eventi

Vincenzo Schiavio. Visioni di paesaggio

da  09 ott 2021  a  07 nov 2021

L'arte svelata. Opere dai depositi della Pinacoteca

Mostra

A3_artesvelata_SchiavioIn contemporanea alla mostra Vincenzo Schiavio tra Divisionismo e Realismo, allestita al Broletto fino al 5 dicembre 2021, in Pinacoteca, nello spazio espositivo Campo quadro, al primo piano, è possibile ammirare altre opere del maestro appartenenti alla collezione delle Pinacoteca, appositamente selezionate e mai esposte prima.

Le opere esposte
Lago di montagna, 1900, metà, olio su tavola, 81 x 101 cm
Il soggetto dei laghi alpini è stato più volte ripreso nelle opere del maestro velesino, cresciuto tra il Lario e le Prealpi e nel mito della montagna. Schiavio perviene all’equilibrio e alla serenità dell’arte della tarda maturità - connotata da libertà e scioltezza di sentimento e di esecuzione, come testimonia questo lago alpino dalla cromia brillante e fredda - attraverso un percorso umano e professionale che lo vedrà protagonista di diverse vicissitudini. Prima la morte prematura del padre (1902) e l’addio anzitempo alla fanciullezza per potersi guadagnare da vivere, poi la Grande Guerra che lo vedrà sciatore Alpino al fronte sull’Adamello; da ultimo la fine sofferta di un amore giovanile, pudicamente narrata in un diario personale. In questo cammino fatto di alti e bassi, di cime e pianori, che lo condurrà all’evoluzione della sua arte e all’indipendenza da ogni forma di accademia, costante e tenace sarà l’amore per gli aspri, silenziosi e solenni paesaggi montani, mutuati dai ricordi della fanciullezza e dalla presenza di una frequentazione assidua che animerà il Maestro fino agli ultimi anni di vita.

Capra Zoppa – veduta marina, 1951, olio su tela, 60 x 70 cm
Potrebbe stupire la presenza di una marina tra i dipinti di Schiavio, eppure quello che appare un tema insolito, nell’ampio repertorio della pittura a tema montano cui ci ha abituati il maestro, è in realtà un ulteriore richiamo all’altra grande passione dell’artista, oltre quella del dipingere: la montagna. Nell’olio su tela qui esposto è infatti ritratto il monte Capra Zoppa, nell’omonima località del territorio di Finale Ligure.  Un monte che degrada nel mare e che conferisce all’opera dignità di veduta marina, quale effettivamente è: ma di un mare in stretta simbiosi con la montagna che le sue acque, azzurre e increspate, lambiscono. Un territorio, quello ligure, che ha in comune molti aspetti con i luoghi in cui è cresciuto l’artista: le alture che sprofondano nelle acque, come quelle del lago di Como; o dei laghi alpini tanto amati e familiari alle escursioni del maestro. La solitudine silenziosa evocata nell’opera, appena interrotta dall’impennarsi di un’onda di cui ci pare di udire in lontananza il fragore, ci appressa alla solennità dei paesaggi montani, scevri da presenza umana.
L’arte del maestro, nelle opere della tarda maturità, fluisce libera e sciolta, oramai svincolata da legami cui, pure, ai suoi esordi è debitrice: quelli con il divisionismo, e, come osserverà Mario Radice, “dal verismo e dalle visioni impressionistiche”.
I lavori di questo periodo hanno per oggetto paesaggi restituiti alla realtà con la forza di una metamorfosi interiore.

Info

dove: Campo quadro, Pinacoteca civica, via Diaz 84 - Como

Mostra compresa nel biglietto di ingresso:
Tariffa intera € 4,00
Tariffa ridotta € 2,00
Green pass obbligatorio

Tel. +39 031269869
musei.civici@comune.como.it

Orari

Da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.00

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