Miniartextil

MINIARTEXTIL è una rassegna annuale d’arte contemporanea, capace di proporre la migliore produzione artistica internazionale nell’ambito della Textile Art o Fiber Art, quel settore dell’arte contemporanea che riprende antiche nozioni tessili rivoluzionandone, tuttavia, schemi e materiali.
Nata a Como nel 1991 MINIARTEXTIL negli anni ha saputo crescere oltre i confini nazionali e diventare protagonista in diverse città italiane e estere.
Da oltre dieci anni la mostra viene ospitata in Francia a Montrouge-Parigi, a Venezia, e sta allargando i propri orizzonti in Spagna, Germania e Stati Uniti.

'32 MINIARTEXTIL
"DENUDARE FEMINAS VESTIS"
5 agosto 2023 - 3 settembre 2023
Ex Chiesa di San Pietro in Atrio

L'arte di dipanare i bozzoli per tesserli fu escogitata da una donna dell'isola di Cos, Panfile, figlia di Platea, che non va defraudata della gloria di aver escogitato il modo di denudar le donne vestendole (Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, XI, 26).
Lo spunto per il titolo della mostra Miniartexil ’32, Denudare feminas vestis (Denudare le donne vestendole), deriva da queste parole di Plinio il Vecchio estrapolate dalla sua monumentale opera Naturalis Historia, indicate e approfondite dal poeta e scrittore Vincenzo Guarracino.
L'edizione 2023 dell'unica mostra al mondo che promuove la ricerca nella fiber art (arte tessile) contemporanea è infatti dedicata e rientra nel programma delle Celebrazioni del Bimillenario della nascita di Plinio, pilastro comasco della cultura classica.
Come da tradizione, accanto ai minitessili (54 opere) realizzati da artisti provenienti da tutto il mondo ci saranno diverse opere di grandi dimensioni realizzate da artisti internazionali sia emergenti che affermati (Brankica Zilovic, Kato Kimiyasu, Medhat Shafik, Antonella De Nisco, Alessandro Lupi, Yari Miele, Donatella Simonetti, Anne von Freyburg).
L’ospite clou di Miniartextil sara l’artista zimbabwese Moffat Takadiwa, che, per la prima volta in Italia, esporrà tre opere. Le sue creazioni saranno successivamente alla 60esima Biennale di Venezia, nel Padiglione dello Zimbabwe.
Appartenente alla generazione di artisti dello Zimbabwe post-indipendenza, Takadiwa ha esposto in tutto il mondo. Le sue opere sono arazzi contemporanei creati con minuscoli pezzi di plastica trovati tra i rifiuti ad Harare, in una delle più grandi discariche del paese. Le sue opere, che riprendono i pattern tradizionali dei tessuti dello Zimbabwe, aprono un dialogo con temi quali l’identità culturale, l’indipendenza, la questione ambientale.

IL TEMA
Miniartextil '32 proporrà una riflessione materica, emozionale sulla seta - eccellenza del distretto tessile comasco testimoniata anche da Plinio il Vecchio - e sulle possibili interpretazioni dell’universo femminile.
Nel corso delle sue sterminate indagini naturalistiche, Plinio si dedicò anche allo studio della seta, arrivando a confutare la credenza secondo cui il filato era prodotto e raccolto direttamente da alberi fiabeschi, coperti da soffici foglie e da lunghi filamenti, coltivati dal ricco popolo dei Seres (da cui l'origine del termine "serico") agli estremi orientali del mondo allora conosciuto.
La frase ossimorica “Denudare feminas vestis” si lega alla considerazione di quanto, già nel primo secolo dopo Cristo, i preziosi abiti in seta che avvolgevano il corpo femminile ne evidenziassero ancora di più le forme, rendendole nude allo sguardo. Come si legge ancora nella Naturalis Historia, «l’uomo è l’unico fra tutti gli esseri viventi a procurarsi all’esterno i suoi vestiti (…). (La Natura) soltanto l’uomo getta nudo sulla nuda terra il giorno della sua nascita». Il vestirsi è dunque una caratteristica propria del genere umano. Al di là della valenza biblica legata al mito di Adamo ed Eva, l'abbigliamento nasce come bisogno di protezione e di ornamento. Nei secoli l’arte e la moda hanno negoziato e declinato il concetto di coprire e di svelare il corpo femminile nelle sue molteplici valenze estetiche, etiche, culturali e politiche.

CURATELA E OPERE
La curatela della mostra è affidata a Clarita Di Giovanni e Sergio Gaddi.
Come ogni anno Miniartextil ‘32 sarà una mostra che si articola in due proposte parallele: da una parte le 54 opere di piccole dimensioni (minitessili, cm.20x20x20) che saranno esposte presso la ex Chiesa di San Pietro in Atrio, dall'altra le grandi installazioni che saranno presenti nel medesimo luogo e in differenti punti della città.
Il dialogo che nascerà tra le piccole e le grandi opere e l'architettura antica di San Pietro in Atrio creerà una simbiosi unica e coinvolgente. Qui, in uno spazio dedicato, si terranno anche laboratori didattici per avvicinare il pubblico dei più piccoli all'Arte sotto forma di gioco.
Per quanto riguarda l'aspetto di "mostra diffusa", Miniartextil '32 prevede il coinvolgimento di artisti che operano con performances e installazioni all'aperto e in luoghi pubblici e privati. Le opere installate nelle sedi istituzionali e private valorizzeranno gli spazi e incrementeranno l'afflusso, l'interesse e l'attenzione dei cittadini e dei turisti.
Gli artisti emergenti e i nuovi talenti che parteciperanno alla mostra realizzando grandi installazioni: l'artista serba Brankica Zilovic (Aphrodite), l'architetto giapponese Kato Kimiyasu (Kinu), l'italo-egiziano Medhat Shafik (Origini del mondo - da Le città invisibili), gli italiani Antonella De Nisco (Bacobosco), Yari Miele (Ninfa), Donatella Simonetti (Fluctus) e Alessandro Lupi (B.N.), Anne von Freyburg (Who’s Bad’ -After Fragonard)  artista olandese che vive a Londra.
Moffat Takadiwa, artista zimbabwese ospite clou di Miniartextil, esporrà per la prima volta in Italia tre opere: ‘The red line’, ‘Knowledge in the south’, ‘Black circle’. Le sue opere saranno anche alla 60ma Biennale di Venezia, nel Padiglione dello Zimbabwe.

https://www.miniartextil.it/it

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