Eventi

#settimanaegizia2020

da  25 mag 2020  a  31 mag 2020

L’appuntamento annuale dedicato alla valorizzazione della collezione egizia

Incontri e Corsi

Anche quest’anno i Musei Civici vogliono proseguire la tradizione della “Settimana egizia”, l’appuntamento annuale dedicato alla valorizzazione della collezione egizia conservata in una sala del Museo archeologico Paolo Giovio.
La collezione si compone di quasi 1000 pezzi raccolti da un collezionista dell’Ottocento, Alfonso Garovaglio (1820-1905), che li lasciò in eredità al Museo di Como.
I reperti offrono una documentazione molto ricca dei principali aspetti della civiltà egizia, prevalentemente collegati alla sfera religiosa e funeraria, ma non mancano materiali che ci parlano della vita quotidiana.

Nel corso della settimana, ogni giorno, vi presenteremo un oggetto della nostra collezione, seguiteci!!

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Isabella Nobile, già conservatrice del Museo Archeologico, ci illustra il sarcofago di Isiuret.




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IL RITRATTO DI ISIURET

Al Museo di Como è esposta la mummia di un’antica sacerdotessa egizia, vissuta a Tebe più di 2800 anni fa. Il suo nome era Isiuret ed in Museo si può ammirare il suo bellissimo sarcofago dipinto, all’interno del quale è ancora conservata la sua mummia. Nel corso degli anni sono stati fatti diversi studi per capire quale fosse l’aspetto di Isiuret. Prova ad aiutarci anche tu! Stampa il disegno che trovi qui sotto e immagina quale potesse essere il suo vero volto. Disegna il viso della nostra sacerdotessa, coloralo in base alla tua fantasia e, se vuoi, inviacelo per mostrarci la tua versione del ritratto di Isiuret. Buon lavoro!

 

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LA MUMMIA DEL MUSEO DI COMO

 

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Uno dei reperti più importanti della sala egizia è un sarcofago del IX secolo a.C. che conserva ancora al suo interno la mummia di una donna.

Il sarcofago fu aperto per la prima volta alla fine dell’Ottocento, praticando un taglio orizzontale. Al suo interno fu trovata la mummia completamente fasciata e legata con un nastro di lino. Il sarcofago è realizzato in cartonnage, costituito da vari strati di tela stuccata e dipinta. La ricca decorazione presenta numerose immagini di divinità ricollegate al mondo funerario dell’antico Egitto.
Le iscrizioni sul sarcofago ci tramandano i titoli, la genealogia e il nome della defunta Isiuret, che significa “Iside la Grande”. Era una sacerdotessa di Tebe e ricopriva tre importanti cariche: suonatrice di sistro di Amon, cantatrice del coro di Mut e balia di Khonsu fanciullo.


 

 

IL VOLTO DI ISIURET
Oggi torniamo a parlarvi della mummia di Isiuret. Nel 1990 vennero eseguite delle analisi radiologiche sulla mummia presso l’ospedale S.Anna di Como, tra cui anche una TAC (la prima effettuata in Italia su una mummia), che ha permesso di conoscere alcuni dati della vita della defunta che altrimenti non ci sarebbero noti. La sacerdotessa aveva un’età compresa tra i 18 e i 30 anni, mentre non è emersa alcuna patologia che potrebbe farci comprende la causa della morte. Nel 2015 è stata anche eseguita una ricostruzione di Isiuret sulla base degli studi antropologici effettuati sullo scheletro. In Museo è possibile vedere questa ricostruzione, con il vero volto di Isiuret. Anche l’abbigliamento e gli accessori sono stati riprodotti con molta cura: l’abito in lino con la foggia tipica del suo rango, il collare realizzato con pietre e materiali preziosi, i sandali infradito in fibra vegetale, il cono di profumo sul capo. In mano tiene il sistro, lo strumento musicale tipico del suo ruolo di sacerdotessa.

 

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LO SCARABEO DEL CUORE

Nella collezione egizia del Museo di Como sono presenti moltissimi amuleti, realizzati per lo più in faïence (ceramica rivestita di materiale vetroso) o in pietra dura. Venivano utilizzati nella vita quotidiana oppure all’interno delle pratiche funerarie, avvolti tra le bende delle mummie allo scopo di proteggere il loro corpo. Uno degli amuleti funerari più importanti era lo scarabeo del cuore, in genere collocato proprio vicino al cuore della mummia. Sul retro portava trascritto il capitolo trenta del “Libro dei morti”, con un’invocazione che aveva lo scopo di rendere il cuore leggero come una piuma nel giudizio che il defunto avrebbe affrontato nell’Oltretomba. Anche la nostra mummia Isiuret aveva il suo scarabeo del cuore, che vedete nella seconda immagine, realizzato in pietra verde.

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Nuovo appuntamento con la storica archeologa Isabella Nobile, già conservatrice dei Musei civici di Como, alla scoperta degli amuleti e dello scarabeo del cuore.

 

 


 

GLI USHABTI EGIZI

Gli ushabti egizi sono statuette realizzate in terracotta, pietra o legno che venivano deposte in diversi esemplari nelle tombe assieme al corredo funerario. Il loro nome in egizio significava “quelli che rispondono” (dal verbo usheb, “rispondere”) e gli ushabti avevano proprio lo scopo di servire il defunto nell’aldilà, sostituendosi a lui nei lavori agricoli per la produzione di generi alimentari, essenziali per la sopravvivenza eterna del defunto. Normalmente avevano le sembianze di una mummia avvolta nelle bende, spesso con in mano zappa e aratro. Riportavano scritte sul corpo formule tratte dal capitolo 6 del Libro dei Morti che le avrebbero magicamente animate e le avrebbero costrette ad obbedire al defunto.

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LE PITTURE

Nel Museo abbiamo diversi esempi di pittura egizia, che veniva realizzata con colori di origine minerale e naturale. Vogliamo mostrarvi in particolare un frammento di tela che è stata stuccata e dipinta con immagini e iscrizioni. Manufatti di questo tipo erano utilizzati come rivestimento da collocare direttamente sopra la mummia, in genere sul petto, soprattutto in epoca tarda. Nella tela del Museo vediamo rappresentato uno scarabeo alato che sta spingendo il disco solare attraverso il cielo. Lo scarabeo nell’antico Egitto era un animale sacro ed era identificato proprio con il simbolo del dio sole Ra al suo sorgere ed è strettamente legato anche al mondo funerario, perché rappresenta la trasformazione che l’uomo subisce nella morte e nella successiva rinascita. Il geroglifico a forma di scarabeo ha infatti il significato di “rinnovarsi”, “risorgere”.

 

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Gran finale della settimana egizia con l'ushabti di Seti I: scopriamolo insieme alla storica archeologa Isabella Nobile, già conservatrice dei Musei civici di Como.

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