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Beethoven, i Quartetti per archi I

da  24 lug 2021  a  24 lug 2021

Il Conservatorio per Villa Olmo

Teatro Cinema Musica

cartellone_generaleIl segno del Tempo
Festival in occasione dei 25 anni di autonomia del Conservatorio di Como

Rappresenta una autentica maratona musicale, quella che il Conservatorio “G.Verdi” di Como porta in scena a Villa Olmo: una pacifica invasione di note, frutto delle classi dell’Istituto, di cui diventa il miglior biglietto da visita, la più autentica celebrazione dei primi venticinque anni di autonomia. All’interno del Festival intitolato “Il segno del tempo“, costruito con una lunga arcata e fino al prossimo ottobre, è nato infatti il cartellone specifico destinato al fastoso Salone d’Onore della Villa neoclassica, gioiello della città, affacciato sulle sponde del lago. Qui si svolgono i concerti, programmati con cadenza pressoché quotidiana, con inizio alle 18, per tutto il mese di luglio.
Nell’articolato calendario si potranno ascoltare formazioni solistiche e da camera, repertori del Seicento o contemporanei, pagine le più famose per voci o strumenti, e autentiche rarità. Ardua la scelta, tra tanta ricchezza. Tra l’altro con l’aggiunta della possibilità di ascoltare i migliori talenti del Conservatorio, italiani e orientali, raccolti in una falange armata di studi, ancor più intensi, per far fronte al silenzio imposto dai lunghi mesi di pandemia. A riprova di una scuola che non ha mai smesso di insegnare, con lezioni reinventate, anche online, sempre con la massima energia.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria.


24 luglio, ore 18.00 | Salone d’Onore, Villa Olmo
Beethoven, i Quartetti per archi I
studenti del laboratorio “Ludovico Van: Beethoven raccontato attraverso i quartetti per archi”
Quartetto in La maggiore op.18 n.5
Allegro – Menuetto, Trio – Andante cantabile – Allegro
Mattia Arculeo** e Noemi Pesenti, violini
Chiara Roberta Bellavia, viola
Riccardo Binda, violoncello

Quartetto in do minore op.18 n.4
Allegro ma non tanto – Andante scherzoso quasi Allegretto – Menuetto (Allegretto) – Allegro, Prestissimo
*Quartetto ImmaginArte
Francesca Conte ed Elisa Leone, violini
Simone Aguzzi, viola
Riccardo Binda, violoncello

Quartetto in Fa maggiore op.18 n.1
Allegro con brio – Adagio affettuoso ed appassionato – Scherzo (Allegro molto) – Allegro
Leonardo Morosini e Luisa Giaconìa**, violini
Chiara Roberta Bellavia**, viola
Chiara Maffeis, violoncello

*allievi della scuola Suzuki di Varese
**studenti laureti e laureandi del Conservatorio di Palermo

L'op. 18 di Ludwig van Beethoven (1770-1827) è composta da sei Quartetti per archi, i primi scritti dal compositore tedesco. Furono composti tra il 1798 e il 1800 su commissione del principe Lobkowitz. Il Quartetto n. 5 è modellato sul Quartetto in la maggiore K.464 di Mozart (come emerge soprattutto nell'Andante e nel Finale) e contiene espliciti riferimenti all'op. 74 n.2 di Haydn (specie nel Minuetto). Il primo movimento ci offre subito un esempio di collegamento motivico di introduzione e tema. Alla battuta 4 ascoltiamo quello che risulta dalla somma delle prime tre battute, che servono da introduzione e che ci permettono così di apprezzare ancora di più il tema, altrimenti una semplice e comune scala di sei note. Seguendo i topoi delle composizioni dell'epoca l'Allegro si muove tra il registro pastorale (ricordiamo che il tempo è 6/8) e quello della musica da caccia. Nel Minuetto la viola si ritaglia una posizione speciale con un ampio passo cantabile nonché un'ardita modulazione proprio al centro del movimento. Nel Trio la disposizione strumentale accentua il carattere di danza popolare austriaca che emerge dal tema e da quegli sforzati sul tempo debole della battuta. Il tema dell'Andante cantabile non ha delle caratteristiche che lo rendano particolare: è statico sia in senso melodico, sia per il ritmo, sia per l'armonia, ma ciò si spiega con la necessità di farne un tema adatto a delle variazioni (cinque in questo caso) che Beethoven alterna tra semplici e complesse secondo il modello abituale.
L'Allegro finale, in forma-sonata è costruito interamente su un intervallo di quarta che appare talvolta come piccolo inciso tematico, nella sua solenne semplicità e poi nascosto tra melodie cromatiche.
Il Quartetto n. 4 è nella tonalità di do minore. Il primo movimento (Allegro, ma non tanto) è costituito da due temi che si rincorrono fra di loro, ma non in senso dialettico. Anzi, affiora un tono distensivo e consolatorio da cui emerge una frase cantabile del primo violino su uno staccato del violoncello, quasi ad indicare una imitazione dello stile di Haydn. L'Adagio viene sostituito da un Andante scherzoso quasi Allegretto, che, dopo la rituale esposizione, presenta uno sviluppo in forma di fugato. Il Minuetto ripropone la tonalità di do minore e passa al la bemolle nel Trio. L'ultimo movimento (Allegro) è impostato come un tradizionale rondò e segue uno schema semplice, nel quale a un tema principale si alternano episodi divaganti. Si tratta di una pagina nella quale risuonano accenti della musica gitana o ungherese, accattivante e di grande incisività. Efficace, nella sua semplicità effettistica, la turbinosa conclusione con la ripresa, in tempo velocissimo, del tema principale e una breve coda. Il Quartetto in fa maggiore n. 1 è improntato allo spirito settecentesco, pur denunciando alcuni tratti della nascente personalità beethoveniana. Il primo tema dell'Allegro con brio, presenta un’incisiva cellula di sei note, mentre il primo violino svolge un andamento ritmico. L'ampio sviluppo si basa sul primo tema che alterna momenti di eleganza settecentesca e di brillantezza violinistica ad altri più robusti e drammatici. Nel secondo movimento in re minore Adagio affettuoso ed appassionato, l’intensità della frase assume un’espressione carica di pathos. La parte centrale del secondo tema presenta sfaccettature timbriche diverse: i temi si impennano talvolta in robusti crescendo, mentre il dialogo a quattro tende ad evidenziare il primo violino e il violoncello, lasciando al secondo violino e alla viola un ruolo lievemente subordinato. Segue l'Allegro molto, un minuetto non tradizionale e neppure uno scherzo beethoveniano in piena regola. L'Allegro finale presenta una spigliatezza ritmica, si irrobustisce nella decisa verticalità di passaggi all'unisono e si distende tra piacevoli armonie di settecentesca eleganza

Info

dove: Salone d'Onore, Villa Omo, via Cantoni 1 - Como

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria a questo link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-beethoven-i-quartetti-per-archi-i-161551560065

Per informazioni

Orari

Ore 18.00

Luogo: Villa Olmo
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