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Pianoforte romantico

da  28 lug 2021  a  28 lug 2021

Il Conservatorio per Villa Olmo

Teatro Cinema Musica

cartellone_generaleIl segno del Tempo
Festival in occasione dei 25 anni di autonomia del Conservatorio di Como

Rappresenta una autentica maratona musicale, quella che il Conservatorio “G.Verdi” di Como porta in scena a Villa Olmo: una pacifica invasione di note, frutto delle classi dell’Istituto, di cui diventa il miglior biglietto da visita, la più autentica celebrazione dei primi venticinque anni di autonomia. All’interno del Festival intitolato “Il segno del tempo“, costruito con una lunga arcata e fino al prossimo ottobre, è nato infatti il cartellone specifico destinato al fastoso Salone d’Onore della Villa neoclassica, gioiello della città, affacciato sulle sponde del lago. Qui si svolgono i concerti, programmati con cadenza pressoché quotidiana, con inizio alle 18, per tutto il mese di luglio.
Nell’articolato calendario si potranno ascoltare formazioni solistiche e da camera, repertori del Seicento o contemporanei, pagine le più famose per voci o strumenti, e autentiche rarità. Ardua la scelta, tra tanta ricchezza. Tra l’altro con l’aggiunta della possibilità di ascoltare i migliori talenti del Conservatorio, italiani e orientali, raccolti in una falange armata di studi, ancor più intensi, per far fronte al silenzio imposto dai lunghi mesi di pandemia. A riprova di una scuola che non ha mai smesso di insegnare, con lezioni reinventate, anche online, sempre con la massima energia.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria.


28 luglio, ore 18.00 | Salone d’Onore, Villa Olmo
Pianoforte romantico
Musiche di F. Chopin, F. Listz, S. Rachmaninov, R. Schumann
Fryderyk Chopin (1810-1849): Scherzo in si minore op. 20 no. 1
Franz Liszt (1811-1886): da Trois études de concert, n. 2 “La leggerezza”
Davide Caldarone, pianoforte

Sergej Rachmaninov (1873-1943): Etude-tableau in mi bemolle maggiore, op.33 No.7
Fryderyk Chopin (1810-1849): Notturno in do diesis minore op. postuma
Anna Ghilotti, pianoforte
Robert Schumann (1810-1856): Papillons op. 2
Marcello Loiacono Raschio, pianoforte

Edito nel 1835, lo Scherzo in si minore di Fryderyk Chopin (1810 - 1849) pare risalga a cinque anni prima, e sia quindi collegato alle visioni epiche e traumatiche della caduta di Varsavia. Esso presenta alcune tra le pagine più laceranti, byroniane, di Chopin, e le novità folgoranti del suo pianismo narrativo gli assicurarono immediatamente un eccezionale successo. La forma beethoveniana è qui stravolta dalla compostezza dialettica. Il ritmo
spinto al parossismo non è che una armonizzazione a fitte note di passaggio, potremmo dire a cluster, di un appello scandito dal basso. La sezione centrale dello Scherzo in si minore presenta alcune tra le più amate idee melodiche di Chopin.
I Trois études de concert sono un insieme di tre studi per pianoforte di Franz Liszt (1811-1886), composti tra il 1845 e il 1949 e pubblicati a Parigi come Trois caprices. Come indica il titolo, sono destinati non solo all’acquisizione di una tecnica, ma anche per migliorare le performance di concerti. Liszt era egli stesso un pianista virtuoso ed era in grado di suonare facilmente molti passaggi complessi generalmente considerati difficili. I sottotitoli
italiani ora associati agli studi sono:
Il Lamento
La leggerezza
Un sospiro
La leggerezza è un brano monotematico in fa minore con una linea melodica molto semplice, un “quasi allegretto”.
Études-Tableaux, Op. 33 è una raccolta di studi per pianoforte composti da Sergej Rachmaninov (1873-1943) nel 1911. Rachmaninov compose nove Études-Tableaux nella sua tenuta di Ivanovka, tra agosto e settembre del 1911. Il numero 7 in sol minore (Moderato) ricorda il finale della Ballata n. 1 di Chopin.
Il Notturno in do diesis minore op. postuma di Chopin, risale al 1830 ed era conosciuto inizialmente con due titoli diversi: Lento con gran espressione, come risulta dal manoscritto per l'album di Maria Wodzinska, e Adagio, secondo l'edizione del 1875. È un brano contrassegnato da eleganza melodica, sorretta da un gioco armonico di piacevole e carezzevole inventiva.
I Papillons Op. 2 nascono nel periodo in cui Robert Schumann (1810-1856) soggiorna ad Heidelberg. Il titolo racchiude una serie di dodici brani. L'ispirazione dei Papillons proviene dal fascino scaturito dagli ultimi due capitoli del racconto di Jean Paul Richter: Flegeljahre (L’età ingrata). Nel penultimo capitolo, intitolato “La danza delle maschere”, si narra di come, durante la notte di carnevale, ad un ballo in maschera (fantastico e irreale) due fratelli di nome Walt e Vult, entrambi innamorati della stessa donna, Wina, lasciano a lei il compito di svelare quali tra i due sarà l'eletto. Nell’ultimo capitolo del Flegeljahre il campanile batte le sei ed il ballo si conclude (ultima variazione nei Papillons). L'incantesimo si rompe: è lo spuntar dell'alba e tutto è terminato. Potremmo quindi definire l'Op. 2 un vero e proprio racconto trasportato in musica.

Info

dove: Salone d'Onore, Villa Omo, via Cantoni 1 - Como

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria a questo link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-pianoforte-romantico-161552075607

Per informazioni

Orari

Ore 18.00

Luogo: Villa Olmo
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