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Kengiro Azuma. Continuità, lo scorrere della vita

da  05 mag 2022  a  23 ott 2022

Una retrospettiva sui 90 anni di vita dell’artista

Mostra

AZUMA_locandinaKengiro Azuma è un artista completo ed eclettico: disegna, dipinge quadri, stampa incisioni e litografie, crea gioielli, oggetti creativi e mobili. Nasce a Yamagata nel 1926 in una famiglia di fonditori di bronzo e nel 1943 si arruola come volontario nell'aeronautica della Marina Militare giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale. Al termine della guerra ritorna nella sua città e nel 1949 si iscrive presso la Tokyo University of the Arts. Nel 1956, grazie a una borsa di studio arriva a Milano per studiare all’Accademia di Brera con Marino Marini, del quale diventerà assistente personale, e sarà proprio lui ad indicargli la strada da seguire nella sua arte suggerendogli di tornare alle sue origini, al suo essere giapponese. Inizia così l’intensa ricerca scultorea di Azuma che per sessant’anni indaga i concetti zen del MU e dello YU, il significato della vita e rende visibile attraverso la sua scultura il senso e l’invisibile, l’anima e lo spirito. Muore a Milano nel 2016.

Dal 5 maggio al 23 ottobre 2022 la Pinacoteca Civica di Como ospita la mostra “Kengiro Azuma. Continuità, lo scorrere della vita” curata e allestita da Anri Ambrogio Azuma e da Federica Minesso: l’esposizione si sviluppa nelle sale espositive al piano nobile della Pinacoteca e nel cortile interno, con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano, e ripercorre i 90 anni di vita dell’artista, dal Giappone a Milano, attraverso la sua evoluzione artistica durata sessant’anni. Una ricerca che per Kengiro Azuma  ha il suo fulcro nella filosofia Zen del MU e del YU che sono gli opposti, il vuoto e il pieno, il corpo e lo spirito, la materia e l’anima. La sua filosofia dell’arte rispecchia il suo modo di vivere secondo cui non avere è essere, per cui l’arte non conosce frontiere, colore della pelle, religione, politica, ideologie, diversità, perfezione.

Nelle sue opere la dicotomia assume forme e contrasti complementari e asimmetrici in cui le superfici e le linee strutturano un’armonia di incastri. Le sue sculture sono alla ricerca dell’invisibile e dello spirito, frutto di un lavoro minuzioso, quotidiano e instancabile che prende avvio dal disegno per dare forma concreta all’invisibile, alle emozioni e ai sentimenti che sono il fulcro della sua opera.
Azuma ha scelto come suo mezzo d’espressione principale il bronzo perché la sua famiglia, da generazioni, era una famiglia di fonditori di bronzo e perché, motivo non secondario, il bronzo dona eternità alle opere.

Le sale e gli spazi d’esposizione
All’ingresso dà il benvenuto al visitatore l’opera “YU-84” detta anche “scudo”, a difesa ma anche a simbolo di partenza, in quanto la sua forma ricorda anche quella di una barca.
Il cortile di Palazzo Volpi ospita “La Luce di Como”, opera che rispecchia il cielo e la propria figura i cui triangoli sono simbolo dell’anima. 
Nella prima sala al primo piano il percorso espositivo inizia con il periodo accademico della scultura figurativa francese all’Università d’Arte di Tokyo.
Segue quindi quello sempre figurativo con il maestro Marino Marini all’Accademia di Brera a Milano, dove compaiono i primi bassorilievi in legno, in gesso e in bronzo intitolati MU (infinito, vuoto).
La seconda e la terza sala ospitano le opere del periodo ‘buio’, in cui la sua scultura tridimensionale presenta una patina scura a simboleggiare la difficoltà e la fatica. Successivamente la scultura s’illumina di luce, sole, calore mediterraneo.
Immancabili nel percorso espositivo le sue delicate figure di animali, che lo hanno sempre accompagnato.


 

L’esposizione, da martedì 2 agosto, è arricchita di una nuova installazione, allestita in Campo quadro: La Cattedrale, rosso e bianco.
Si tratta di un' opera immersiva di Azuma esposta prima d'oggi solo nel 1998, in occasione della personale “Il Sogno” a Montemarcello Ameglia.
L'opera invita il visitatore ad intraprendere una ricerca alla scoperta dell’infinito. Si accede in Campo quadro sentendo lo YU - il pieno - e attraverso il percorso nell’opera si vede, si sente, si tocca, si ascolta l'invisibile, il MU -il vuoto- con tutti i cinque sensi, risvegliando il sesto.
Il titolo stesso dell’opera, La Cattedrale, rinvia ad un momento di raccoglimento e di preghiera interiore. Il tessuto che compone l’opera è stato realizzato in Giappone, è legato ad un uso tradizionale e cerimoniale, resta inalterato nelle sue condizioni e per questo, vissuto.
Si entra pieni di pensieri per uscirne liberi per accogliere l’infinito.
Si entra vuoti di spirito per uscirne pieni di energia positiva.
Il percorso a spirale intorno agli spigoli del triangolo interessano e stimolano la curiosità e la ricerca.
Questa installazione è piena di invisibile, lo spirito, l'anima, la fede ci sono ma non esistono. Il quadro, il cerchio e il triangolo sono contenitore, contenuto e contemplazione di un'opera interiore, intima che vive di vita propria e personale. Ogni visitatore la vive con la sua unica emozione.

Info

dove: Pinacoteca civica, via Diaz 84 - Como

Biglietto di ingresso Pinacoteca civica:
Tariffa intera € 5,00
Tariffa ridotta € 3,00
Biglietto cumulativo € 12,00
Family pass € 12,00

Tel. +39 031269869
musei.civici@comune.como.it

Orari

Da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.00

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