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Sezione etnografica

Oggetti di tipo etnografico, testimonianze della cultura locale a vari livelli, compaiono nei cataloghi del Museo fin dai primordi. La sezione, allestita nel 1968, occupa le sale di palazzo Olginati che danno sul cortile e sul porticato interno, e la disposizione odierna è ancora in gran parte quella di allora.


Il percorso parte dalla Sala Duomo, dominata dai calchi in gesso delle statue di Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane presenti sulla facciata del Duomo di Como, fatti eseguire attorno al 1911 dall’architetto Federico Frigerio. Questa sala e la successiva, Sala Rovelli, sono attualmente utilizzate per esposizioni temporanee.


La Sala Manzi conserva testimonianze relative ai secoli XVII-XIX, con particolare riguardo all’abbigliamento e agli accessori, sia dei nobili sia dei popolani. Il seicentesco costume tipico delle valli del Livo e del Liro, che era detto “muncecch”, costituisce una rarità. Nella sala è esposto anche un manichino che mostra il costume di un “bello” del carnevale di Schignano Intelvi, con maschera in legno.


La Sala Olginati, detta anche Sala Verde per il colore predominante, è un salottino dell’Ottocento che ripropone l’arredamento del salotto dell’antico proprietario del palazzo, compresi i soprammobili di porcellana e i quadri di famiglia. Gli affreschi ottocenteschi, inalterati, sono venuti alla luce in occasione del restauro della sala negli anni ’60.


La Sala De Orchi, che era la camera da letto di Luigi Olginati e Giulia Rovelli, raccoglie materiali eterogenei, perlopiù accessori legati all’abbigliamento, dei secoli XVII-XIX. In una nicchia sono esposte delle ceramiche decorate di età bassomedievale e rinascimentale rinvenute in scavi del territorio. Alle pareti, vediamo ritratti di dame e gentiluomini della fine del Settecento e dell’Ottocento, tra cui Teresa Ciceri.


La Sala Masier o Sala Rossa presenta una notevole decorazione parietale completamente riscoperta in occasione del restauro della sala negli anni ’60; anche la volta è riccamente affrescata con figure allegoriche.


Appartengono alla sezione etnografica altre due sale situate dopo la sala garibaldina. La prima ospita pizzi e ricami, con opere dal XVII al XIX secolo, la seconda un notevole presepe napoletano del XVIII secolo.
Due antichi strumenti, un tempo esposti in questa sezione, sono attualmente collocati nella Sala Barelli, utilizzata come sala conferenze del Museo. Si tratta di un fortepiano settecentesco di notevole pregio appartenuto al maestro e compositore comasco Francesco Pasquale Ricci e un piccolo organo a mantici del Convento dei Cappuccini di Dongo della fine del XVIII secolo, recentemente restaurati.

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