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Palazzo Giovio

Il Museo Archeologico Paolo Giovio è ospitato da oltre un secolo all’interno di Palazzo Giovio che fu la residenza cittadina dei conti Giovio. La sua origine risale tuttavia alla metà del XIX secolo e la sua prima sede era presso il Liceo Classico. Nel 1894, il continuo incremento delle collezioni indusse il Comune a trasferire nella sede attuale il civico museo e l’archivio notarile.
L’edificio, risalente al tardo medioevo, subì alcune modifiche nel XVI secolo per opera di Benedetto Giovio ma assunse l’aspetto attuale, che risponde ai canoni del barocchetto lombardo, nel XVIII secolo con Giovan Battista che fece aprire grandi finestre nella facciata e creò una loggia sopra al portone.
La tipologia oggi riconoscibile è quella a U, composta da un corpo prospiciente l’area pubblica e da due ali che all’interno definiscono una corte, aperta sul quarto lato. Tale tipologia è giustificata  dalla presenza, sul retro, del terrapieno delle mura romane e medievali, che si prestava ad essere sfruttato come giardino terrazzato.
Agli ultimi decenni del Settecento risale anche la sistemazione del giardino, con la realizzazione della scalinata e del ninfeo.
Gli affreschi del piano nobile rispecchiano i gusti del Settecento: la “sala Perrone” è interamente decorata con scene mitologiche tratte da quadri famosi ad opera di Giovan Battista Rodriguez; accanto vi è la sala da ballo, “sala Barelli”, decorata da quadrature architettoniche realizzate da Giuseppe Coduri detto il Vignoli; altre tele del Rodriguez sono collocate nella “sala Giovio”. La “sala delle nozze” conserva una serie di affreschi realizzati da Giovanni Battista Ronchelli in onore del matrimonio del conte Giovio con Chiara Parravicini.

Il museo venne inaugurato nel 1897 e le raccolte erano costituite da materiali molto eterogenei, ai quali si diede una migliore sistemazione nel corso degli anni con l’acquisizione di nuovi spazi, a partire dall’istituzione nel 1932 del Museo Storico fino all’apertura della Pinacoteca civica nel 1989 e agli ultimi lavori di restauro e riallestimento.

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